Ventisei paesi parteciperanno all’edizione 2018 della Rim of The Pacific Exercise,  la più grande esercitazione militare internazionale organizzata in mare, che si terrà al largo delle coste delle Hawaii dal 27 Giugno al 2 Agosto.

È un’operazione finalizzata a migliorare e sostenere le relazioni cooperative tra le diverse marine militari, impegnate a garantire la sicurezza delle rotte commerciali marittime, fondamentali al commercio internazionale. Il programma di addestramento comprende operazioni anfibie, di artiglieria, missilistiche, anti-sottomarino, di difesa anti-aerea, anti-pirateria, di sminamento e di salvataggio. 

La RIMPAC è la più grande esercitazione navale internazionale, e all’edizione del 2018 parteciperanno ventisei nazioni, che dispiegheranno in totale quarantasette navi di superficie, cinque sottomarini, diciotto contingenti di terra e più di duecento aerei.

Prenderanno parte alle operazioni Australia, Brasile, Brunei, Canada, Cile, Colombia, Francia, Germania, India, Indonesia, Israele, Giappone, Malaysia, Messico, Olanda, Nuova Zelanda, Perù, la Repubblica delle Filippine, Singapore, Sri Lanka, Thailandia, Tonga, Regno Unito Stati Uniti, Vietnam e Corea del Sud. 

Brasile, Israele, Sri Lanka e Vietnam parteciperanno all’esercitazione per la prima volta, mentre la Cina (invitata nel 2014 dall’amministrazione Obama) sarà assente dalla manifestazione dopo che nel mese di Maggio il Dipartimento della Difesa statunitense ha revocato l’invito, che era stato confermato dall’Amministrazione Trump, a causa della progressiva militarizzazione del Mar Cinese Meridionale portata avanti da Pechino.

Negli ultimi mesi la Cina ha dispiegato sulle isole Spratly (isole su cui esistono rivendicazioni di appartenenza territoriale anche da parte di Filippine, Malaysia, e Vietnam, ma occupate ed artificialmente allargate dal Dragone Rosso) strumenti per la guerra elettronica, missili antiaerei e antinave.

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E sempre nell’area, ma più a nord – sulle isole Paracels, in particolare Woody Island – si è registrata la presenza di bombardieri strategici H-6K in grado di colpire bersagli fino a 3500km.

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L’edizione di quest’anno vedrà partecipare alle operazioni anche la Repubblica di Corea, nonostante – in occasione del vertice tra il presidente statunitense e il leader nordcoreano occorso lo scorso 12 giugno a Singapore -Trump avesse annunciato una sospensione di tutte le operazioni militari congiunte con la repubblica di Corea. Questo per evitare di mettere a repentaglio il clima di distensione raggiunto con il supremo Leader attraverso azioni da lui considerate fortemente “provocatorie”. Una decisione che indica la volontà statunitense di manifestare nel concreto, il sostegno alle proprie alleanze regionali nell’area, nonostante il riavvicinamento alla Corea del Nord di Kim portato avanti dall’amministrazione.

Di: Andrea Cerabolini
Redazione
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