Agenda 2030: garantire un’istruzione di qualità

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Il diritto di accesso all’educazione è stato riconosciuto da un ampio numero di strumenti giuridici internazionali, talmente ampio che essi confondono gli esperti di settore, i quali hanno talvolta difficoltà a capire quale norma vada a ‘coprire’ quale situazione.

L’educazione come veicolo di miglioramento personale e sociale

Attraverso l’apprendimento, gli individui divengono più culturalmente attrezzati per comprendere la ricchezza che si cela tra le pieghe di un mondo tanto diverso. Solo quando essi sono preparati ad apprezzare, piuttosto che rigettare, la diversità, gli strumenti con cui costruire una pace duratura possono essere immaginati, e i conflitti possono essere gestiti secondo i principi del pluralismo e della reciproca comprensione. L’educazione, di qualità e per tutti, è il veicolo dichiaratamente più potente per lo sviluppo sostenibile.

A partire dall’anno 2000, sono stati registrati grandi progressi verso il raggiungimento del target di educazione primaria universale. Nel 2015, il 91% della popolazione mondiale ha raggiunto questa importante soglia. Anche il tasso di alfabetizzazione, soprattutto tra le bambine e le ragazze nei paesi in via di sviluppo ha visto un aumento molto positivo.

Alla luce di questo, vorremmo riportare due considerazioni generali:

La correlazione tra accesso all’educazione, primaria o non, e altre contingenze negative, quali estrema povertà, conflitti, crisi sanitarie. A questo proposito, in Europa si è parlato molto di digital divide e diritto all’uguaglianza digitale, per riferirsi alle difficoltà fronteggiate da studenti appartenenti a gruppi vulnerabili (finanziariamente, geograficamente, per ragioni di dis-abilità, etc) nel prendere parte alla didattica online;

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L’utilizzo fatto dell’educazione ricevuta. Spesso nelle nostre conversazioni abbiamo parlato di ‘diritto a’, quindi abbiamo rassegnato una serie di ‘pretese’ delle persone verso entità, solitamente stati, che sono ‘obbligate’ a fornire servizi ai propri cittadini, in ragione di convenzioni internazionali e vincoli costituzionali. E questo è sicuramente vero.

Ma come abbiamo detto che è un dovere di ciascun individuo avere cura della propria salute, altrettanto educarsi e co-educarsi, in modo anche informale (guardando film, leggendo libri, parlando con persone portatrici di visioni e idee diverse, riflettendo su se stessi) è un passaggio fondamentale affinché la logica ad imbuto possa funzionare.

Se tutti si appiattissero nella propria zona di comfort, non imparassero nulla di nuovo e non usassero le proprie capacità per migliorare se stessi e la realtà intorno a loro, non vi sarebbe alcun futuro per l’umanità ma un lento e inesorabile declino, come la storiografia classica (poi rivalutata) immaginava fosse accaduto nel Medioevo.

Se vogliamo davvero essere il Rinascimento del nostro tempo, è imperativo cogliere ogni occasione di educazione a nostra disposizione, con internet è facile imparare, per poter nel nostro piccolo proporre istanze di cambiamento a chi prende decisioni per la collettività. E in questo modo, la logica a doppio senso dell’imbuto, potrebbe continuare ad alimentare questo movimento virtuoso di scambio tra istituzioni (internazionali e nazionali) e cittadini del mondo.

Educazione non solo per i bambini!

Come ogni argomento trattato in seno all’Agenda, anche l’educazione è un tema complesso. Nonostante il pensiero vada quasi automaticamente ai bambini ed al loro processo di crescita, l’educazione riguarda tutte le fasce di età, poiché è un processo che dura tutta la vita.

L’Agenda 2030 tratta questo tema sotto ogni aspetto e fornisce elementi di riflessione alla portata di tutti, nel suo schema che abbiamo definito “a imbuto” e che mira a rendere ogni persona un ambasciatore dei propri principi, favorendo l’attuazione dei suoi goal e target da parte di tutti noi.

Questo quarto goal si divide in sette target, che affrontano sei macro argomenti riguardanti l’educazione: 1) i bambini e l’educazione primaria; 2) gli adulti, l’università e l’alta istruzione; 3) la valorizzazione delle competenze e la formazione orientata al lavoro; 4) l’esclusione della differenza di genere e l’equo accesso all’istruzione (eliminazione delle disparità di trattamento); 5) il raggiungimento dell’alfabetizzazione della maggior parte della popolazione mondiale; 6) l’acquisizione della cultura della sostenibilità.

L’Agenda ci comunica come trasporre i suoi principi nella propria impresa e nella propria vita, anche se non siamo educatori e se il nostro business è rivolto a tutt’altro argomento:

I bambini e l’educazione primaria

Nel 1 target, si parla di bambini ed educazione primaria: per ottenere che il maggior numero possibile di bambini frequentino la scuola, è necessario che i loro genitori abbiano uno stipendio adeguato ad affrontare le spese scolastiche e a mantenere i figli in modo che non siano costretti a lavorare per pagarsi gli studi o peggio a lavorare solamente, trascurando la loro educazione.

La lotta al lavoro minorile si conduce quindi fornendo un pagamento adeguato per il lavoro degli adulti e controllando che i propri partner aziendali adottino la stessa politica, evitando anche di reperire merce da zone in cui si sfrutta la manodopera infantile.

Inoltre, un’impresa può decidere di investire nell’educazione sostenendo progetti dedicati e fornendo adeguato supporto ai dipendenti/collaboratori genitori in termini di orario di lavoro flessibile, gestione del lavoro non a orario, ma ad obiettivi, organizzazione di spazi in azienda dove poter portare i figli per lo svolgimento dei compiti dopo la scuola.

Gli adulti, l’Università e l’alta formazione

Il secondo target riguarda la possibilità per ogni persona di accedere alla tipologia di formazione più adatta a sé e ad ogni livello di formazione desiderata. Un’impresa può essere sensibile al tema rendendo semplice per i propri dipendenti e collaboratori raggiungere il livello di formazione desiderata, garantendo orari di lavoro adeguati e incentivando il personale a formarsi. Anche l’organizzazione di corsi di formazione interni (con i relativi benefici fiscali) sulle specifiche materie oggetto di lavoro sono un ottimo strumento.

La valorizzazione delle competenze e la formazione orientata al lavoro

Il terzo target affronta il tema della formazione orientata al lavoro, ponendo l’accento sul fatto che ognuno ha diritto di acquisire le conoscenze necessarie per ottenere un lavoro dignitoso ed in linea con le proprie capacità ed i propri obiettivi. Per questo target ciò che si può fare è fornire adeguata formazione a dipendenti e collaboratori. Impegnarsi nel permettere a ciascuno di raggiungere un adeguato livello di conoscenze e capacità anche creando partnership con istituti di formazione e scuole di lingue, per implementare le conoscenze del proprio personale. Chi ha partner e/o una supply chain può informarsi presso di loro se seguono le stesse buone pratiche ed incentivarli in tal senso.

La cultura non è un bene di lusso

Il quarto target riguarda l’eguaglianza nell’accesso all’istruzione. Ciò implica che categorie deboli quali donne, minoranze etniche, persone con disabilità debbono essere tutelate garantendo loro di potersi adeguatamente formare. Spesso per le donne lavoratrici è  difficile conciliare, nell’attuale modello sociale, i compiti non retribuiti di cura ai compiti lavorativi, per cui l’arricchimento culturale e la formazione aggiuntiva sono impossibili da ottenere. Lo stesso vale per persone appartenenti a minoranze discriminate o per chi ha disabilità. Tali soggetti hanno un eguale diritto ad accedere al livello di educazione desiderato o richiesto dalla qualifica lavorativa che desiderano, per cui l’imprenditore può adottare misure quali la flessibilità dell’orario lavorativo e fornire adeguato supporto a queste categorie.

Tutto questo tenendo a mente che la nostra Costituzione propugna l’uguaglianza sostanziale delle persone, per cui situazioni differenti non debbono essere trattate necessariamente in modo eguale, se ciò preclude che tutti possano ottenere i medesimi risultati.

Alfabetizzazione universale

Il quinto target riguarda l’alfabetizzazione. Questo obiettivo può essere realizzato essenzialmente con la sensibilizzazione sull’argomento ed incentivando le persone a fruire di tutti quei mezzi che possano garantire loro una continua crescita intellettuale e professionale. Inoltre, anche in questo caso una partnership con scuole o istituti formativi è un buon metodo per diffondere educazione e cultura.

Educazione alla sostenibilità

Il sesto ed ultimo target affronta il tema dell’educazione alla sostenibilità. Non è pensabile che l’economia diventi sostenibile senza che vi sia un’adeguata formazione in tal senso, poiché finora si è andati nella direzione opposta e le imprese sostenibili non sono ancora il principale modello da seguire.

Come procedere dunque? Ad esempio con un corso di formazione sull’Agenda 2030, un ciclo di incontri per far conoscere questo prezioso documento e diffondere la cultura della sostenibilità, procedendo poi all’ascolto dei feedback da parte dei propri dipendenti e collaboratori, per verificare se vi sono idee di sviluppo del business nella direzione della sostenibilità.

 


Proponiamo ora un questionario, per un ulteriore momento di analisi della propria azienda dal punto di vista dell’applicazione dei principi di questo goal dell’Agenda 2030

  1. Conosco i principi propugnati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO)?
  2. Ho contezza della possibilità di accreditare la mia realtà formativa per partecipare a progetti di educazione degli adulti e dei professionisti?
  3. Fornisco ai miei dipendenti/collaboratori la possibilità di implementare la loro formazione?
  4. Lo stipendio che garantisco è adeguato a permettere a dipendenti e collaboratori di fornire istruzione di qualità ai loro figli?
  5. Conosco la formazione finanziata in azienda o formazione 4.0, e i benefici per l’imprenditore derivanti dal promuovere la formazione continua tra i propri dipendenti e collaboratori?
  6. Ho una partnership con scuole o istituti formativi per favorire la frequentazione di corsi extra lavorativi o extrascolastici?
  7. I dipendenti/collaboratori hanno uno spazio in azienda ove poter portare i figli per lo svolgimento di compiti/attività ricreative dopo la scuola?
  8. Favorisco l’apprendimento, da parte di dipendenti/collaboratori, di una lingua straniera?
  9. Porto la mia impresa nelle scuole, per consentire ai ragazzi di scegliere consapevolmente il loro futuro lavorativo?
  10. Diffondo in azienda il contenuto dell’Agenda 2030?
Di: Isabella Querci, Elisa Traverso

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