Cos’hanno in comune la Guyana, il Togo e il Gruppo Bolloré

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Diversi leader del gruppo Bolloré, tra cui lo stesso Vincent Bolloré, saranno presto ascoltati dai tribunali francesi, mentre il gruppo è sospettato di facilitare le elezioni di alcuni capi di stato africani in cambio di concessioni portuali.

Secondo la rivista Challenges, Vincent Bolloré – CEO di Bolloré – sarà presto ascoltato dai magistrati francesi per un’indagine in corso sulle attività del gruppo industriale in Africa.

La giustizia francese sospetta che i leader della compagnia abbiano usato il gruppo di comunicazione Havas – allora controllato da Bolloré – per facilitare l’arrivo al potere dei leader africani per ottenere in contropartita delle concessioni portuali. Diversi leader di Bolloré – tra cui lo stesso Vincent Bolloré – dovrebbero essere presto ascoltati su richiesta dai magistrati Serge Tournaire e Aude Buresi. Tra l’altro stessi magistrati che hanno incriminato l’ex presidente francese Sarkozy per occultamento di appropriazione indebita di fondi pubblici libici, finanziamento illegale della campagna elettorale e corruzione passiva.

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Vincent Bolloré et il Presidente togolose Faure Gnassingbé. Credits: Louis Vincent

I porti di Conakry e Lomé nel mirino

La giustizia è particolarmente interessata alle condizioni in cui il gruppo Bolloré avrebbe avuto le concessione del porto di Conakry in Guinea e la gestione di un terminal container del porto di Lomé, in Togo.

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Il Gruppo Bolloré Africa Logistics presente in Africa da oltre 30 anni, è uno dei principali attori nel settore dei trasporti e della logistica in Africa, dove opera in 46 paesi attraverso 250 filiali e gestisce 18 concessioni portuali.
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Il presidente guineano Alpha Condé – con la collaborazione di Havas Media Group che si occupò e finanziò la campagna presidenziale – vinse le elezioni nel novembre 2010 per poi espellere manu militari l’allora concessionario Nct Necotrans, del porto di Conakry per affidare il mercato al gruppo Bolloré. Una concessione di 25 anni. E tuttavia opportuno ricordare che a Havas Group faceva capo direttamente alla famiglia Bollorè che controllava grande parte del capitale.

Stessa filosofia in Togo, il presidente Faure Gnassingbé, beneficiato anche lui dei favoreggiamenti di Havas Media Group, ha assegnato – per una durata di 35 anni – la gestione di un container terminal di Lomé all’industriale francese subito dopo la sua elezione nel 2010.

Leggi ancheLe guerre nascoste nel Sahel.

Le principali infrastrutture di Bolloré Africa Logistics – credits: Les Echos / Idé

Naturalmente un iter facere, quello francese nel continente africano di cui abbiamo spesso parlato nei nostri precedenti articoli. Di fatto una politica chiamata Françafrique  che l’Eliseo non ha mai abbandonato a discapito delle sue vecchie colonie africane.

Leggi anche: La politica africana dello Status Quo

In passato, Le Monde descriveva come il gruppo Bolloré avesse transitato dei fondi libici per finanziare la campagna elettorale di Sarkozy nel 2007. Di fatto, l’azienda francese in contropartita ottenne le concessioni per la gestione del porto di Misurata. L’ex presidente francese ha spesso utilizzato il suo ruolo di Capo di Stato per fare pressione su certi dirigenti africani con lo scopo di far ottenere appalti a persone da lui indicate.

di Mohamed Ali Anouar

Commenti

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