Il Kazakistan festeggia ogni anno l’elezione del primo presidente

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Il 1° dicembre, il Paese celebra la Giornata del primo presidente della Repubblica, festività nazionale istituita nel 2011 in onore dell’elezione di Nazarbayev, una figura tuttora rilevante per la società kazaka.


Era il 1° dicembre di 29 anni fa quando si tennero le prime elezioni nazionali nella storia del Paese, che portarono Nazarbayev a essere eletto capo della Repubblica Socialista Sovietica Kazaka con il 98,78% di voti. Una figura dal piglio autoritario, che in ventotto anni di governo ha rivoluzionato il Kazakistan.

Grazie alle vaste risorse naturali presenti sul territorio, ha inaugurato la modernizzazione del paese e favorito la costruzione di una identità nazionale. La scelta di spostare la capitale da Almaty ad Astana, trasformata in un polo finanziario, imprenditoriale e innovativo della regione Centro-asiatica, è divenuta simbolo dell’indipendenza e del successo del giovane Stato.

Il bisogno di garantire una stabilità economica e politica ha spinto il primo presidente a intraprendere una strategia di politica estera “multivettoriale”, mirata a perseguire l’interesse nazionale attraverso un continuo equilibrio delle relazioni con i principali attori internazionali.

Sfruttando la posizione geografica tra Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese, l’ex repubblica sovietica si è avvicinata a Mosca, entrando nell’Unione economica euroasiatica, e anche a Pechino, divenendo uno snodo essenziale per la Nuova Via della Seta, iniziativa che fu lanciata da Xi Jinping nel 2013 proprio nella capitale Kazaka.

Settembre 2014. Il presidente kazaco Nursultan Nazaerbayev accoglie il presidente cinese Xi Jinping al suo arrivo nella capitale. Credit to: Kazakhstan Presidential Press Service

Non solo, nel 2015 l’Accordo di Partenariato rafforzato con l’Unione Europea consolidava anche i rapporti con l’Europa nonostante le profonde preoccupazioni espresse dalla comunità internazionale per il sistema politico mono-partitico e le violazioni dei diritti umani.

Inizialmente, Nazarbayev ha guadagnato la fiducia popolare rinunciando alle armi nucleari ereditate dal Kazakistan dopo la dissoluzione dell’URSS. Un’iniziativa che ha contribuito a rendere il Kazakistan uno dei paesi più stabili dell’Asia Centrale e ha aperto il Paese all’economia internazionale, attraendo numerosi investimenti esteri. Successivamente, ha promosso diversi programmi mirati allo sviluppo del Paese e favorito la pace tra le diverse etnie che popolano il Kazakistan: la maggioranza kazaka e la minoranza russa.

Leggi anche: Il Kazaco: una lingua nomade

Negli ultimi anni, si sono registrati segnali di malcontento nella popolazione kazaka, che ha manifestato più volte contro il carattere autoritario del governo chiedendo maggiori libertà politiche, di espressione e di associazione. Con le dimissioni di Nazarbayev, i giovani hanno avuto la possibilità di esprimere indignazione per il cambio del nome della capitale in onore del presidente uscente. Inutile. Dal 23 marzo 2019 la nuova capitale è Nur-Sultan.

Nonostante le dimissioni non del tutto inaspettate, Nazarbayev continua a ricoprire un ruolo fondamentale nella vita politica ed economica del Paese. Mantiene il titolo di Leader della Nazione (Elbasy) e non rinuncia alle cariche ai vertici della Repubblica. Infatti, è capo del partito di maggioranza Nur-Otan, membro del Consiglio Costituzionale, e presidente dell Consiglio di Sicurezza (organo costituzionale che controlla l’operato del presidente e le nomine del governo), incarico che dal 2018 ricopre a vita, dopo averne ampliato i poteri.

2012 Astana. Il presidente Nazarbayev durante un raduno organizzato dal suo partito Nur Otan. Credit to: Stanislav Filippov/AFP/Getty Images

Non è stata dunque l’ascesa al potere di Kassym-Jomart Tokayev, nominato dallo stesso Nazarbayev come suo successore, nel tentativo di garantire una linea di continuità politica con la precedente leadership, a fermare il culto della personalità del primo presidente.

Astana, marzo 2019.
L’Ex presidente Nursultan Nazarbayev e l’attuale presidente Kassym-Jomart Tokayev pregano insieme durante una visita nella capitale, in occasione dell’equinozio di primavera. Credit to: Reuters

Va riconosciuto che nell’attuale situazione di emergenza portata dal Covid-19 e di forte crisi economica, il nuovo presidente è riuscito a ritagliarsi maggiore visibilità. Ha fornito assistenza al Kirghizistan e al Tagikistan, ha adottato un nuovo piano di riforme politiche ed economiche, e ha preso chiare decisioni politiche, come quella di licenziare Dariga Nazarbayeva, primogenita dell’ex capo di Stato, guadagnando maggior consenso a livello nazionale e internazionale.

In questo contesto che sembra rafforzare l’immagine di Tokayev, rimane molto presente il Leader della Nazione, che a marzo scorso ha stanziato circa 100 milioni di tenge per far fronte alla pandemia. Non resta che vedere dunque, se il nuovo presidente riuscirà a mantenere il favore della popolazione in merito alla sua azione politica ed affermarsi come nuovo leader indiscusso.

Di: Margherita Schumann

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