I quattro milioni di abitanti di Cape Town in Sudafrica rischiano di rimanere senza acqua di qui a tre mesi. Le autorità cittadine avvisano: il giorno Zero è fissato per il 12 Aprile 2018 quando i rubinetti di case private e uffici pubblici non erogheranno più acqua finché non arriverà la pioggia. Il ministro dell’Acqua e dell’Igiene sudafricano attribuisce la responsabilità al cambiamento climatico, e nello specifico ai tre anni consecutivi di siccità. I cittadini se la prendono con il governo della metropoli, accusato di gestire malamente la risorsa, nonostante lo stesso, in passato, si sia distinto per aver implementato politiche a tutela dell’ambiente ivi incluso un sistema (sinora) efficace per la gestione e la distribuzione dell’acqua.

Nella speranza di allontanare la crisi a partire dal 1 Febbraio 2018 ai residenti sarà consentito l’utilizzo di 50 litri d’acqua al giorno invece di 87 e ogni violazione sarà sanzionata severamente. Nonostante Cape Town sia stata descritta come una delle città più “green” del pianeta, sono anni che gli esperti avvertono gli amministratori circa la necessità di diversificare l’approvvigionamento d’acqua a fronte della siccità che minaccia l’intera regione. La risorsa che arriva in città proviene interamente da sei dighe che dipendono (per la loro capacità) dalle precipitazioni; quella di Theewaterskloof la principale tra queste è a meno del 10% della sua capacità.

Eliza Ungaro
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