Intervista a Giampaolo Conte e Alessandro Albanese Ginammi, autori de “L’Odissea del Debito”, volume ambizioso che spinge a riflettere sulla capacità della storia di impartire lezioni che aiutino a non commettere gli errori del passato. Eppure sembra che i ripetuti default della Grecia, abbiano insegnato davvero poco a chi gestisce la “cosa pubblica” ad Atene…o forse no.

Dal 1821, l’abitudine dei greci a contrarre debito, e la spregiudicatezza delle grandi banche d’affari e degli istituti di credito internazionali nel sostenerlo, ha portato la repubblica ellenica alla bancarotta per ben sei volte. Una sorta di folle ritornello la cui motivazione, come spiega uno degli autori del libro “L’Odissea del Debito” (Alessandro Albanese Ginammi e Giampaolo Conte, Edizioni In Edibus, 15€), risiede nel fatto che

«Nel corso degli anni, la gran parte dei fondi è finita in spesa improduttiva e molto di questo denaro è stato usato per comprare consenso politico.»

In realtà, l’odissea del debito greco è ben più articolata e complessa per essere liquidata come un banale esempio di sperpero di denaro. Contingenze economiche e politiche legate prima all’indipendenza, ai grandi conflitti della prima metà del novecento e alla Guerra Fredda, sino ad arrivare alla recente crisi dell’Eurozona, hanno di fatto limitato progressivamente la sovranità della Grecia (e del suo popolo), mettendo in luce – in tutta la sua brutalità – il carattere incontrovertibile del sistema internazionale: un ordine le cui esigenze sono considerate prioritarie rispetto a quelle della legge, agli interessi delle piccole potenze e alla sicurezza dei popoli.

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«I problemi finanziari sono stati una caratteristica costante nella storia della Grecia moderna. Le scelte politiche sbagliate operate dalla classe dirigente e la spregiudicatezza finanziaria delle grandi banche d’affari e degli istituti di credito internazionali che le hanno sostenute, hanno ripetutamente messo in difficoltà l’economia greca. Attraverso la storia economica della nazione ellenica, gli autori raccontano le cause e le conseguenze delle crisi finanziarie della fine del XIX secolo e del principio del XXI, mettendo a confronto quelle caratteristiche particolari, esogene ed endogene, che fanno di singoli accadimenti storici la chiave per capire il presente. Attraverso questa nuova prospettiva comparativa, e proponendo una chiave di lettura non solo originale ma anche valida per comprendere la natura di questi fenomeni ovunque nel mondo, gli autori analizzano le crisi finanziarie della Grecia basandosi su un’ampia documentazione storica.»

Paolo Iancale
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