La nuova epoca delle esplorazioni spaziali e le nuove colonizzazioni

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Lo spazio non è oggi solo la nuova frontiera dello sviluppo scientifico ma rappresenta il nuovo terreno di scontro per superpotenze in cerca di nuove risorse e nuovi ambiti di espansione. In “Astrolabio” vengono analizzate le implicazioni geopolitiche della nuova corsa allo spazio.


Peculiarità comune ad ogni essere umano, di qualsiasi epoca, è quella di non rendersi conto dei cambiamenti epocali che avvengono intorno a lui, specialmente se essi sono destinati a modificare radicalmente il suo modo di vivere.

Così nella contemporaneità è il caso dell’esplorazione spaziale, la quale sta aprendo nuovi scenari che influenzano pesantemente i processi di Geopolitica poiché i nuovi territori “d’oltre-cielo” sono oggi oggetto degli interessi di numerose nazioni pronte a mutuare su di essi i ben noti processi di occupazione, colonizzazione e delocalizzazione di popolazioni, già osservati nell’epoca delle Esplorazioni.

Con questa espressione ci si riferisce solitamente al periodo trascorso fra l’inizio del 1400 la metà del 1700 nel corso del quale le nazioni europee hanno progressivamente esplorato, mappato, sottomesso e colonizzato la maggior parte delle terre emerse del globo. Similmente, può dirsi aperta con il primo volo di Yuri Gagarin del 1961, la seconda epoca delle Esplorazioni che ha già portato l’uomo e le sue macchine di esplorazione fino agli angoli più remoti del sistema solare e che ora si appresta alla fase più delicata: quella della colonizzazione.

Anche se la prima occupazione /colonizzazione riguarda la terra e il mare e la seconda lo spazio, il confronto tra le due è assai più calzante di quanto non possa sembrare.

La percezione generale dei cittadini europei, relativa ai potenziali cambiamenti che innescherà questa nuova fase di esplorazione è, salvo rare eccezioni, di scarso interesse. Ciò è dovuto principalmente alla lentezza di tali processi, ed anche quando il fenomeno raggiunge il suo climax ci vuole del tempo affinché esso abbia delle ricadute sulla vita quotidiana, anche se ciò poi avviene in maniera rovinosa, come una diga di cui cedano gli argini.

Nessuno fra il 1492 e il 1498 parve accorgersi di come il mondo fosse ormai stato dirottato su un altro binario evolutivo, pur considerando che i processi che avevano condotto al viaggio di Colombo verso le Americhe erano iniziati nel 1418 sull’onda delle iniziative portoghesi e saranno comunque necessari quasi cento anni perché il primo conquistadores sbarchi, nel 1511, nel Nuovo Mondo.

Per quanto impalpabile nel suo divenire, gli effetti sulla geopolitica mondiale di tali eventi si rivelarono determinanti: il crollo della potenza Veneziana, la nascita degli imperi Spagnolo e Portoghese, la fine delle civiltà amerinde, lo slittamento della centralità del Mediterraneo in favore dell’Atlantico, senza considerare l’ingresso di milioni di tonnellate di materie prime sui mercati europei e il drenaggio, in senso opposto, di intere popolazioni verso il Nuovo Mondo. Nessuno di questi eventi poteva essere previsto prima che l’epoca delle Esplorazioni desse i suoi frutti.

Le coincidenze fra i due periodi storici sono, si diceva, notevoli. Anche per quel che concerne le materie prime.

La Luna e Marte, al momento i principali obiettivi dell’esplorazione spaziale, rappresentano una fonte sostanzialmente inesauribile di materie prime in un mondo sempre più alla affannosa ricerca di queste, senza considerare elementi propriamente detti Terre Rare che sono diffusi in gran quantità nel nostro spazio locale, o ancora elementi la cui produzione sulla Terra risulta violare i rapporti di costi/benefici, ma che la natura ha avuto ben cura di seminare in questi territori oggi non troppo lontani.

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Un esempio su tutti è il celebre Elio-3, abbondante sulla Luna, che sarebbe un sostituto assai più valido del deuterio-trizio utilizzato al momento nelle attuali centrali nucleari, poiché a differenza di quest’ultimo non produce materiale di scarto radioattivo.

Un altro elemento di coincidenza fra le due epoche storiche è lo scollamento fra gli evidenti interessi nazionali e commerciali e la percezione delle grandi masse. Per avere un ulteriore elemento di confronto fra le due epoche, specialmente nel considerare quanto le masse non considerino rilevanti tali stravolgimenti negli assetti geopolitici, si consideri che l’epoca delle esplorazioni coincide anche con il climax in Europa della caccia alle streghe e si è tentati di cogliere un parallelismo fra le incredibili innovazioni tecnologiche che la corsa allo spazio produce e il fiorire di numerosi movimenti complottisti in aperta opposizione alla scienza costituita.

Ciò nonostante, che tale cambiamento sia alle porte è evidente: gli investimenti da parte delle grandi multinazionali d’occidente e dei governi d’oriente testimoniano un interesse tangibile affiancato dalla consapevolezza maturata con l’esperienza della Storia che chi sarà escluso oggi dalla corsa rischierà di divenire un orpello del passato, declassato a ricoprire un ruolo marginale.

È opinione di chi scrive che anche la critica e l’analisi dei fenomeni debba essere riformata per poter abbracciare la nuova vastità dei processi che si sta sviluppando e per cui, parafrasando le parole di Kjellén, conieremo il termine Astropolitica, inteso in questa sede come quel complesso di problemi politici che traggono origine da fatti d’ordine territoriale inerenti il Sistema Solare e i corpi celesti visitabili che lo compongono, specie quando si consideri lo Stato e le grandi Multinazionali che agiscono in tale spazio, come organismi che nascono, si sviluppano, si espandono in tale scenario e decadono, e che, al pari degli esseri viventi, necessitano di occupare ogni possibile area dello Spazio Locale per il conseguimento di risorse o spazi di delocalizzazione demografica.

Solo rendendosi conto di quanto l’Astropolitica non sia più un postulato della fantascienza ma la realtà presente che abitiamo in questo momento si può comprendere cosa abbia spinto nazioni come gli Emirati Arabi a sforzi economici inauditi pur di partecipare, anche solo, come in questo caso, con la messa in orbita di un satellite metereologico nei cieli di Marte il cui valore tattico in futuro potrebbe rivelarsi determinante.

In questo ciclo di brevi interventi, che abbiamo chiamato Astrolabio, ci occuperemo di questi nuovi aspetti di Astropolitica e di come essa sia destinata a cambiare il volto della geopolitica.

Di: Tanator Tenabaun

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