Ha preso il via oggi, martedì 11 settembre, “Vostok 2018”, la più grande esercitazione militare mai organizzata dalla Russia. Il Ministro della Difesa Sergei Shoigu ha fatto sapere che l’esercitazione, che ha come teatro operativo la zona est del paese, vedrà impegnate per i prossimi cinque giorni 300.000 truppe, 36.000 veicoli militari, 1000 unità aeree e due flotte – con tutti gli assetti aerei che esse comprendono.

Con questi numeri l’operazione è destinata a superare “Zapad-81,”la più grande dimostrazione di forza del periodo sovietico, che vide coinvolte tra le 100.000 e le 150.000 truppe del Patto di Varsavia.

Parteciperanno le unità stazionate nei distretti orientali del paese, e sia Cina che Mongolia hanno inviato dei propri assetti.

Una occasione per la Russia di mostrare i risultati della sua ricerca in campo militare, dispiegando sia alcuni Sukhoi Su-35 – caccia di ultima generazione e simbolo della collaborazione russo-cinese e presenti negli inventari di entrambi gli eserciti – sia dei Sukhoi Su-34, un cacciabombardiere supersonico studiato in particolare come strumento d’attacco a mezzi navali. Non mancheranno inoltre, ovviamente, numerosi carri T-90S

Le circa 3.200 truppe inviate dal Dragone Rosso saranno impegnate nel complesso di addestramento di Tsugou, e avranno lo stesso obiettivo, mostrare i risultati del processo di trasformazione tecnologica effettuata da Pechino negli ultimi anni. Oltre alle truppe, saranno infatti presenti 30 aerei oltre che numerosi elicotteri d’assalto.

Invito di partecipazione esteso anche alla Turchia, che però, pur non declinando, e anzi dichiarandosi interessata, ha tentennato sino all’ultimo per poi declinarla.

Le manovre militari russe alimentano la tensione in un periodo che ha già visto il precipitare delle rapporti tra l’ovest e il paese euroasiatico. Le relazioni tra i due blocchi, già messe alla prova dall’occupazione illegale dell’Ucraina, dalle ormai comprovate interferenze nei processi democratici nei paesi occidentali, oltre che dalla vicenda Skripal e dalla questione siriana, vengono ulteriormente degradate da esercitazioni su una simile scala.

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Infatti – almeno secondo l’Alleanza Atlantica – questa esercitazione “dimostra la volontà russa di concentrarsi ed esercitarsi nella gestione di conflitti su larga scala”. Il numero di uomini impegnati dal Cremlino non può che suscitare una certa preoccupazione in ambienti NATO, che – nel tentativo di scoraggiare eventuali  aggressioni militari sul confine est – fa infatti sapere di avere allertato le proprie truppe presenti in teatro. Aggressioni che date le scelte di politica estera fatte da Putin negli ultimi anni non sono più da classificarsi solo come remota possibilità.

Secondo il Ministro della Difesa russo Shoigu l’esercitazione serve al paese per affinare le capacità di risposta ad un occidente che si dimostra sempre più aggressivo, e che – andando ad incunearsi in quelle aree ex sovietiche oggi percepite come zone sottratte ingiustamente al controllo russo con quella che Putin ha definito “la più grande tragedia geopolitica del XX secolo” – starebbe procedendo al progressivo accerchiamento del paese.

Anche il primo ministro giapponese Shinzo Abe si dice preoccupato dalla movimentazione di truppe e mezzi osservata nel teatro pacifico. Abe guarda infatti con una certa preoccupazione al progressivo avvicinamento tra Russia e Cina. Un processo che vede i leader dei due paesi impegnati nel tentativo di costruire una “special relationship”, e che comincia a dare qualche frutto, se pensiamo che gli scambi commerciali tra i due paesi sono aumentati del 50% nella prima metà del 2018, e che per la fine dell’anno dovrebbero raggiungere il volume di 100 miliardi di dollari. Inoltre i due paesi sono partner in numerosi progetti, anche militari. Vedere i due paesi vicini partecipare a così grosse operazioni militari congiunte diventa quindi per il primo ministro giapponese fonte di preoccupazione che troverà probabilmente conferma nell’incontro in programma tra Putin e Xi Jinping, in programma a Vladivosto nel giorno dell’inaugurazione. L’incontro, inserito nel contesto dell’Eastern Economic Forum ed organizzato sulle coste orientali della Russia, dovrebbe – secondo le anticipazioni – vedere i due paesi sottoscrivere “diversi accordi” bilaterali.

Di: Andrea Cerabolini
Redazione
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