Giovedì 28 marzo il Presidente francese Emmanuel Macron ha incontrato una delegazione proveniente dal nord della Sira, che includeva rappresentanti del gruppo curdo YPG, e del suo braccio armato PYD. Tema all’ordina del giorno la situazione nel nord della Siria, dove la Turchia ha lanciato l’operazione “Ramo d’Ulivo”, che le ha permesso di conquistare l’enclave curda di Afrin, lo scorso 18 marzo. Ankara ora minaccia di estendere le operazioni più ad est sino alla città di Manbij, dove sono stanziate delle truppe statunitensi.

L’incontro è stato preceduto da una telefonata fra Trump e Macron in cui i due leader mondiali hanno confermato il ruolo assolutamente prioritario che assume la lotta contro l’ISIS per Francia e USA, battaglia nella quale le Forze Democratiche Siriane, a maggioranza curda, hanno sempre avuto un ruolo di primo rilievo.

La Turchia, stato membro della NATO, considera, però, l’YPG come un’estensione del PKK, il Partito Curdo dei Lavoratori, ritenuta un’organizzazione di matrice terroristica da Ankara, il cui principale obiettivo in Siria è limitare il “pericolo curdo”, come dimostra la recente offensiva contro Afrin.

Khaled Eissa, funzionario curdo di stanza a Parigi, parlando al termine dell’incontro di giovedì ha affermato che Macron avrebbe promesso di inviare nuove truppe nel nord-est della Siria per supportare la lotta delle FDS contro Daesh e dissuadere la Turchia dall’avanzare verso Manbij.

L’incontro fra Macron e i rappresentanti curdi ha fortemente irritato Ankara, che ha accusato il presidente francese di “aver oltrepassato ogni limite”. Erdogan ha anche rifiutato la proposta del capo di Stato transalpino di porsi come mediatore fra Turchia e YPG, dichiarando di “non aver bisogno di mediator”i e avvertendo Macron di “non intromettersi in questioni che esulano dalle sue competenze”.  Il leader turco ha infine sottolineato che

“chiunque continui a flirtare o perfino ospitare nei suoi palazzi dei terroristi, prima o poi comprenderà l’errore che sta commettendo”.

L’ufficio del presidente Macron ha, tuttavia, smentito che la Francia sia in alcun modo intenzionata a inviare nuove truppe in Siria, sottolineando come Parigi abbia solo rimarcato il suo supporto alle FDS, promettendo che “continueranno a combattere insieme” contro la minaccia comune, l’ISIS.

Antonio Schiavano
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