Perdono voti i partiti di Centrosinistra e Centrodestra, ma aumentano il loro consenso i movimenti populisti, nazionalisti e “sovranisti”. Ecco una proiezione sulla prossima composizione dell’Assise di Strasburgo.


Partendo dal presupposto che il prossimo Parlamento europeo (complice la forse imminente uscita del Regno Unito) avrà 705 deputati al posto degli attuali 751 è utile anche comprendere quelle che sono, e saranno, le logiche politiche e i posizionamenti dei futuri gruppi parlamentari.

Il crollo verticale del Partito popolare europeo e del gruppo dei Socialisti e democratici è il dato più rilevante della rilevazione effettuata dal Kantar Group per conto proprio dell’Europarlamento.

La ripartizione dei seggi secondo Kantar Group per conto del Parlamento europeo

Il gruppo popolare che appoggia la candidatura di Mandred Weber alla presidenza della Commissione, secondo lo studio, passerebbe dagli attuali 217 membri a 188.

Stessa sorte toccherebbe ai socialisti che passerebbero dagli attuali 186 a 142 eurodeputati. Cresce l’Alde, l’alleanza dei liberlademocratici europei, che guadagnerebbe 4 seggi, passando quindi dagli attuali 68 a 72.

Diminuiscono, a causa dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, anche i rappresentanti del gruppo dei Conservatori europei che perdono 23 seggi (da 76 a 53).

Guadagnano qualcosa i movimenti “neonazionalisti”, che incrementerebbero la loro presenza nell’emiciclo del Parlamento europeo.

Passerebbero da 37 a 61 i rappresentanti del gruppo per l‘Europa delle Nazioni di cui fa parte la Lega di Matteo Salvini, in realtà unico partito che aumenterebbe consistentemente i propri seggi (21 i seggi guadagnati dall’Italia e 6 dal Front National francese). Diminuirebbero invece i membri dell’Efdd (Europe of freedom and direct democracy) che perderebbe 11 scranni (da 41 a 30) sintomo di un malessere soprattutto tra gli elettori del Movimento Cinque Stelle italiano.

Stabili invece i movimenti dei Verdi (da 52 a 51 seggi) e della Sinistra Unita (da 52 a 49 eurodeputati).

I dati in Germania, Francia e Italia

In Germania, su 96 seggi previsti, 33 andrebbero al Partito popolare, 19 ai Verdi, 18 al blocco socialista, 10 all’Efdd, 8 all’Alde e 6 alla Sinistra (1 non iscritto).

Il dato interessante è quello francese. Ben 22 seggi sarebbero assegnati ai gruppi dei “non iscritti”, questo il numero previsto per i rappresentanti del movimento En Marche del presidente Emmanuel Macron. Sarebbero invece 21 gli scranni all’Enf di cui fa parte il Rassemblement National (l’ex Front National di Marine Le Pen), 13 al Partito popolare e 8 parimerito ai Verdi e alla Sinistra. Da sottolineare il crollo dei Socialisti che raccoglierebbero solo 5 seggi, 2 ai Liberaldemocratici.

Il dato italiano, come già anticipato in precedenza, premia il gruppo euroscettico di cui fa parte il movimento del vicepremier Matteo Salvini. La Lega, infatti, conquisterebbe 27 seggi. Pari il Partito democratico e il Movimento Cinque Stelle con 18 scranni ciascuno. Crollo netto dei Popolari a 8 seggi e 4 quelli per i Conservatori con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

di Omar Porro

Omar Porro
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