L’Unione europea: ne siamo immersi, ma non sempre conosciamo le basi del suo funzionamento. In questo prontuario proveremo a raccontarvi le sue istituzioni e i suoi processi decisionali.

Gli Organi Europei.

Cominciamo con la parte più “noiosa” ma necessaria per capire il funzionamento dell’Unione: i suoi organi e le loro competenze.

Commissione europea: è l’unico organo dell’Unione che ha il potere di iniziativa legislativa e può cioè proporre nuove leggi (che vanno poi approvate da Parlamento e Consiglio). La Commissione si assicura anche del rispetto delle norme comunitarie da parte dei Governi nazionali e può avviare procedure di infrazione nei confronti degli Stati inadempienti. Il Presidente della Commissione, ad oggi, è Jean Claude Juncker. Ha sede a Bruxelles.

Consiglio dell’Unione europea: è sostanzialmente un organo decisionale, rappresenta i Governi nazionali ed adotta, emenda o respinge le leggi proposte dalla Commissione. Coordina tra le altre cose, le politiche economiche, occupazionali e di istruzione degli Stati membri. Ogni paese è rappresentato da un membro dei propri ministeri competente nelle materie trattate (quando si parla di trasporti sono presenti i Ministri dei Trasporti ad esempio). È il Consiglio dell’Unione ad autorizzare la Commissione a firmare eventuali accordi internazionali. Anch’esso ha sede a Bruxelles. Non va confuso con il Consiglio d’Europa, che è un’altra organizzazione internazionale di cui fanno parte anche paesi non membri dell’Unione europea

Parlamento europeo: è l’unica istituzione eletta e insieme al Consiglio dell’Unione europea partecipa all’adozione delle leggi proposte dalla Commissione. Il Parlamento viene eletto ogni 5 anni dai cittadini dell’Unione che scelgono i suoi componenti con suffragio universale diretto. Quest’organo ha le tipiche funzioni di un parlamento nazionale: vi sono diversi gruppi politici che si riuniscono in coalizioni (come i popolari del PPE o i socialisti e democratici del S&D). Inoltre è il più grande ed importante organo parlamentare multinazionale del mondo con ben 751 euro-deputati. Ha tre sedi (sic!): Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo.

Il Parlamento europeo di Strasburgo, 12 maggio 2016 – credits: Furlong / Getty Images

A questi tre principali corpi istituzionali si aggiungono:

Consiglio europeo: i suoi membri sono i Capi di Stato o di Governo dei vari paesi europei che si riuniscono per fornire indirizzo politico all’Unione stabilendo, in sostanza, l’agenda politica europea.

Alto Rappresentante per gli Affari esteri: è l’istituzione rappresentante dell’Unione nelle sedi internazionali (come le Nazioni Unite). È quello che più si avvicina ad una sorta di “ministro degli esteri” europeo, ma con scarsi poteri.

Corte di Giustizia europea: vigila sulla corretta ed uniforme applicazione ed interpretazione delle normative europee in tutti gli Stati membri. È composta da un Giudice per ogni Stato membro e da altri avvocati.

Corte dei Conti europea: verifica la corretta gestione finanziaria delle risorse dell’Unione. È un revisore esterno ed indipendente che protegge gli interessi dei contribuenti.

Banca Centrale europea: è la banca dei Paesi che hanno adottato l’Euro. Uno dei suoi obiettivi principali è il mantenimento della stabilità dei prezzi e la protezione del potere d’acquisto dei cittadini europei. Vigila inoltre sugli enti creditizi dei vari Paesi europei (come le banche nazionali), definisce ed attua la politica monetaria, promuove il sistema dei pagamenti e svolge varie operazioni sui cambi.

L’Euro.

L’Euro è stato principalmente adottato per permettere il confronto dei prezzi tra i beni dei diversi paesi, per incentivare la concorrenza e per favorire gli investimenti grazie a meno rischi sui tassi di cambio (che con le vecchie valute erano soggetti a forti oscillazioni) ed al mantenimento di bassi tassi di inflazione e di interesse. Tali obiettivi, contrariamente all’inesatta “credenza” popolare secondo la quale l’Euro abbia fatto aumentare i prezzi, sono stati ampiamente raggiunti anche nel caso dell’Italia. Le varie economie dei Paesi che hanno adottato la moneta unica sono diventate in gran parte comparabili permettendo la creazione di vari criteri di competitività e di più uniformi politiche economiche. Ad oggi l’Euro è la seconda valuta più importante del globo dopo il dollaro.

L’Unione in concreto.

Nel quotidiano dibattito politico è comune sentire critiche generiche sull’Unione. Il fatto che l’UE non sia perfetta è probabilmente riconosciuto da tutti, ma spesso si tende ad accollarle colpe non sue. Lo scopo primo dell’Unione, nell’animo dei padri costituenti, era quello di colmare il divario tra i vari stati membri in base al principio della solidarietà e del comune sviluppo. Tutti i paesi europei hanno beneficiato di enormi vantaggi economici provenienti dal mercato comune e della libera circolazione delle persone grazie al trattato di Schengen (sia per turismo che per lavoro).

L’Unione ha poi garantito all’Europa uno dei più lunghi e floridi periodi di pace al nostro “vecchio” continente, in netta controtendenza con il periodo precedente alla sua creazione. In ambito internazionale e geopolitico, l’Unione potrebbe risultare essenziale per acquisire un peso contrattuale pari a quello delle grandi potenze globali, in primis Cina e Stati Uniti.

La sede del Consiglio a Bruxelles credits: Studio Valle Progettazioni / Samyn and Partners

Passiamo a qualche esempio concreto.

Qualche lettore potrebbe ricordarsi delle “norme sui cavoli”, spesso usate per ridicolizzare l’operato dell’Unione, accusata di regolamentare degli ambiti trascurabili. Ecco, questo tipo di norme sono invece state molto utili durante le trattative SUl TTIP (l’accordo di libero scambio con gli USA) che, se approvato nella versione proposta dagli Stati Uniti, avrebbe permesso l’ingresso in Europa di prodotti agroalimentari di dubbia qualità. Le “norme sui cavoli” comunitarie ci hanno insomma aiutato a proteggere la nostra qualità agroalimentare in maniera maggiore rispetto ad un eventuale accordo bilaterale dove il peso contrattuale statunitense sarebbe stato di maggiore entità.

Tuttavia oggi l’Unione sembra avere evidenti necessità di rinnovamento, rafforzamento e maggior “lucidità”, da un lato per rispondere alle critiche di alcuni partiti euroscettici, dall’altro per tornare a ricoprire quel ruolo di “potenza civile” che secondo molti rappresenta o dovrebbe rappresentare.

Gli esempi delle inefficienze europee sono comunque tutti i giorni sotto gli occhi di tutti: dalle rigide regole finanziarie applicate per non esporre il continente a nuove e devastanti crisi finanziarie ma che troppo spesso vengono applicate in maniera eccessivamente ferrea (come nel caso della Grecia), alla crisi migratoria che ancora non riesce ad essere affrontata concretamente a causa di uno scarso impegno comunitario ma che, probabilmente, se delegata ai singoli Paesi sarebbe sicuramente ancora più insostenibile, specialmente per gli Stati “esterni” come il nostro.

Un po' di storia

Per finire ripercorriamo sinteticamente alcune delle date più importanti che hanno portato all’Europa di oggi:

1945. Finisce la seconda guerra mondiale, il più devastante conflitto della storia moderna.

– 1948. Il Piano Marshall (il programma americano di aiuti) entra in funzione e contribuì alla nascita dell’Unione. Con questo programma di aiuti, infatti, i paesi europei saranno per la prima volta “costretti” a lavorare fianco a fianco per riprendersi economicamente, rafforzarsi e tornare a prosperare.

– 1950. Nasce la Comunità europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) che ottimizza e mette in comune le produzioni di acciaio e carbone (le materie prime più importanti per sostenere una guerra) tra Lussemburgo, Italia, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Germania-Ovest.

– 1957. I Trattati di Roma istituiscono la Comunità Economica Europea (CEE) e nasce così il Mercato Unico Europeo: merci, capitali e persone possono circolare liberamente tra i Paesi membri. Quest’anno ricorrerà il sessantesimo anniversario dei Trattati.

1968. Viene istituita l’Unione Doganale, i dazi tra i sei paesi CEE sono aboliti.

1979. Si svolgono le prime elezioni a suffragio universale per il Paramento europeo.

1989. Cade la cosiddetta Cortina di Ferro e l’influenza sovietica sui paesi dell’est viene meno. Si gettano le basi per l’unificazione tedesca e per l’integrazione del continente.

– 1992. Entra in vigore il trattato di Maastricht, la CEE si trasforma in Unione europea e si ipotizza un’Unione monetaria e nuove politiche comuni (sicurezza comune, cooperazione, cittadinanza europea etc.).

– 2001. Il Trattato di Nizza rafforza la difesa comune, la cooperazione giudiziaria ed i diritti fondamentali.

– 2002. Inizia a circolare l’Euro e le valute nazionali cominciano ad uscire di scena.

– 2009. Il Trattato di Lisbona rafforza le capacità d’azione dell’Unione ed il suo ruolo nel mondo, il Parlamento europeo viene rafforzato aumentando il potere dei cittadini che lo eleggono.

Ad oggi, l’Unione europea conta 28 stati membri con 19 paesi che usano l’Euro.

Conclusioni.

Con questo breve prontuario speriamo, qualsiasi sia la vostra opinione, di avervi reso più consci della realtà del contesto europeo, in modo da poterlo apprezzare o criticare senza le distorsioni propagandistiche che oggi (da ambo i lati) sembrano aver preso il sopravvento.

Essere informati è il miglior modo per difendersi.

di Enrico Giunta
Redazione
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