I leader di Russia e Cuba si sono incontrati il primo novembre a Mosca per rafforzare i loro rapporti economici e diplomatici. Questi accordi fanno parte della strategia di avvicinamento della Russia in America Latina, in contrapposizione alle sanzioni economiche europee contro Mosca causate dalla crisi Ucraina in Crimea del 2014.

Il nuovo leader cubano Miguel Díaz-Canel ha incontrato a inizio novembre, nel suo primo viaggio ufficiale a Mosca, il suo omologo russo, Vladimir Putin. Oltre all’incontro con il capo del Cremlino, Diaz-Canel ha tenuto incontri con i presidenti di entrambe le camere del Parlamento russo, con il leader del Partito comunista, Gennady Zyuganov, e con un gruppo di dirigenti delle maggiori compagnie russe. 

Il giorno prima sono stati invece firmati all’Avana dei contratti per 260 milioni di dollari tra Russia e Cuba durante la visita del Vice primo ministro russo Yuri Borisov.

Nel corso della riunione a Mosca, i due leader si sono impegnati a intensificare i legami tra i due Paesi in diversi settori e a trovare punti in comune su diverse questioni regionali e internazionali. La Russia ha sollecitato gli Stati Uniti a revocare l’embargo commerciale contro l’isola caraibica e a ripensare all’uscita dal patto sulle armi nucleari a raggio intermedio in vigore dal 1987.

Washington vorrebbe ritirarsi dal Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), poiché accusa la Russia di violarlo in Europa. La Russia offrirà aiuti a Cuba per il rinnovo delle sue infrastrutture di trasporto, come la rete ferroviaria nazionale.

Tra le priorità, il Cremlino sta preparando l’instaurazione di basi militari sull’isola, oltre che in Nicaragua e Venezuela. I due leader hanno concordato anche la necessità di intensificare la loro cooperazione nella lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata, anche nel cyber spazio. Mosca e l’Avana collaboreranno anche per sradicare la produzione e il traffico illegale di droga.

© The University of Texas at Austin 2018

I legami tra i due Paesi si erano raffreddati dopo il collasso dell’URSS nel 1991, quando la Russia, colpita da una crisi economica spaventosa, ritirò i suoi aiuti a Cuba. Putin, che ha visitato Cuba nel 2000 e nel 2014, sta cercando di ristabilire i legami con il suo ex alleato nei Caraibi.

La Russia rimane comunque tra i primi 10 partner commerciali della nazione caraibica, occupando l’ottava posizione a livello mondiale e la seconda europea. La Russia deve recuperare anche la sua presenza militare a Cuba di fronte al pericolo che gli Stati Uniti dispiegheranno i suoi missili nucleari in Europa.

Mosca sta preparando prestiti all’Avana per l’acquisto di armi di fabbricazione russa. L’accordo dovrebbe essere firmato entro poche settimane nella capitale cubana, durante la visita del Ministro della Difesa Sergei Storchak. A riunire i due Paesi è stata sicuramente la richiesta cubana all’Assemblea generale dell’ONU di far cessare l’embargo su Cuba da parte degli Stati Uniti.

La votazione si è svolta il primo novembre scorso con 189 voti a favore, zero astenuti e 2 voti contro di Stati Uniti ed Israele. All’Assemblea generale dell’ONU gli Stati Uniti hanno presentato otto emendamenti che chiedevano a Cuba di abolire le restrizioni alla libertà di espressione e di riunione e di cessare le persecuzioni dei dissidenti, chiedendo di liberare i prigionieri politici.

Gli Stati Uniti vedono con relativa preoccupazione l’interesse della Russia all’America Latina. Molti Paesi dell’America Latina potrebbero, teoricamente, sostituirsi ai paesi occidentali come fornitore e esportatore di alcuni beni posti sotto sanzioni, in seguito alla crisi Ucraina del 2014 e la successiva occupazione militare dei territori ucraini – anche se, sia l’economia russa che quella latino-americana non stia passando un momento di robustezza e solidità.

Mosca sta aumentando la sua presenza in qualità di partner in altre organizzazioni regionali come ALBA (Alianza bolivariana para América Latina y el Caribe), il Mercosur (Mercado Común del Sur), la CAN (Comunidad Andina) e il SICA (Sistema de la Integración Centroamericana). In quest’ultima organizzazione la Russia ha chiesto di entrare come paese osservatore.

Il presidente russo Putin con il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, durante una visita nel 2015 – laprensa.hn

Agli inizi degli anni 2000, rapporti tra Mosca e i Paesi dell’ALBA si sono fatti sempre più stretti grazie all’appoggio diplomatico di questi Paesi alla Russia nelle crisi in Abkhazia e Ossezia del Sud. Da quel momento Venezuela, Cuba, Ecuador, Nicaragua e Bolivia hanno ottenuto delle agevolazioni nei prestiti e gli scambi commerciali con Mosca sono aumentati.

Durante la crisi in Georgia nel 2008 e in Ucraina nel 2014, la Russia si è preoccupata della presenza degli Stati Uniti nel Mar Nero e dal sostegno di Washington a Tbilisi e a Kiev, aumentando in America Latina la cooperazione militare con il Nicaragua e il Venezuela.

Con il cambio di strategia dell’amministrazione Trump, gli Stati Uniti hanno rafforzato i rapporti commerciali e militari con i Paesi del petrocaribe per rilevare la fornitura di petrolio in tutta la regione dei Caraibi, al fine di evitare la loro dipendenza dal disastrato Venezuela e cercare di isolare sempre più Cuba. 

di Alberto Galvi
Redazione
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