L’Osservatorio per lo Sviluppo Sostenibile e il Cambiamento Climatico ha presentato il suo primo rapporto in occasione della XXVI Cumbre Iberoamericana – conferenza che ogni due anni riunisce rappresentati politici e capi di Stato dell’America Latina e della penisola iberica – tenutasi a La Antigua, Guatemala tra il 15 e il 16 novembre e cui tema principale è stato proprio la creazione di un’area iberoamericana prospera, inclusiva e sostenibile.

L’Osservatorio, che ha sede a La Rábida, in Spagna, è stato creato con l’obiettivo di trovare vie attraverso il quale favorire il passaggio a forme di sviluppo sostenibile, che contrastino gli inevitabili effetti del cambiamento climatico.

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Secondo quanto riportato, i costi per far fronte ai danni che la non attuazione di politiche sostenibili comporta sono talmente alti rispetto a quanto sarebbe necessario investire per mettere in campo misure di adattamento, da causare all’area iberoamericana una perdita annua stimata tra i 17 e i 27 000 milioni di dollari.

I paesi iberoamericani, che già spiccano tra i più interessanti a livello globale dal punto di vista delle energie rinnovabili, hanno molto da guadagnare investendo nel potenziamento delle infrastrutture a basse emissioni di carbonio e in strutture che permettano una corretta gestione dei rifiuti. Oltre ad una maggiore protezione sociale, data dal fatto che si andrebbero a supportare le fasce sociali che presentano un’alta vulnerabilità agli effetti del cambiamento climatico (esiste infatti una forte relazione tra disuguaglianza e cambiamento climatico), l’energia rinnovabile potrebbe rivelarsi la chiave della competitività produttiva del futuro.

Riccardo Stifani
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