Balcani, Albania e Macedonia sono pronte per l’Europa?

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La Commissione europea ha accolto con soddisfazione i progressi dei due Paesi balcanici in tema di Stato di diritto e di giustizia. Passi in avanti, quindi, verso i negoziati di adesione. Ma la strada, soprattutto a causa delle frenate di alcuni Stati membri è, e resta, tutta in salita.

In un periodo particolarmente difficile per i Balcani, dove le tensioni tra Unione europea e Turchia sono ai livelli massimi per la gestione del fenomeno migratorio proveniente dalla vicina Siria, buone notizie arrivano invece da Albania e Macedonia del Nord.

La Commissione europea lunedì 2 marzo ha infatti presentato gli obiettivi raggiunti dai due Paesi in vista dell’avvio dei negoziati per l’adesione ufficiale all’Unione.

Balcani sempre più “vicini” all’Europa

Sia l’Albania che la Macedonia del Nord hanno presentato all’Esecutivo europeo una serie di risultati raggiunti sui temi della giustizia interna e dello Stato di diritto, temi essenziali per dare il via a ogni tipo di negoziato per una eventuale adesione.

La situazione nei Balcani occidentali / © European Commission
La situazione nei Balcani occidentali / © European Commission

Negli aggiornamenti presentati, la Commissione ha descritto in modo obiettivo e oggettivo i progressi che entrambi i Paesi hanno portato avanti da giugno 2018 ad oggi nelle aree strategiche e indispensabili, come raccomandato proprio dal Consiglio europeo del giugno 2018.

La situazione albanese

Particolarmente positivi sono stati i riscontri attuati sull’altra sponda dell’Adriatico. L’Albania, infatti, ha dimostrato una forte spinta riformatrice, soprattutto sul tema della giustizia.

Diritto d’asilo, riforma del sistema elettorale e magistratura. Questi sono stati i principali punti chiave su cui il Governo e il Parlamento di Tirana hanno dovuto procedere proprio “a garanzia” di un via libera al processo di negoziazione con Bruxelles.

Ma il vero “successo” – come è stato confermato anche da fonti interne alla Commissione – è stato il grande processo di rinnovamento in tema di giustizia e di indipendenza della magistratura.

Decisivi sono stati i progressi nell’attuazione di una complessiva riforma della giustizia e del “processo di verifica” di giudici e pubblici ministeri.

Ottimi anche i risultati raggiunti negli ultimi anni per quanto riguarda la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata soprattutto sul tema del traffico di stupefacenti.

Il caso della Macedonia del Nord

Analoghe le misure adottate anche dalla Macedonia del Nord. Una riforma sostanziale delle Procure della Repubblica ha permesso anche il raggiungimento di uno standard “accettabile” in tema di indipendenza della magistratura.

Grandi passi avanti, anche in questo caso, sono stati portati avanti in tema di lotta alla criminalità organizzata e alla diffusa corruzione; Skopje ha anche portato a termine la riforma della pubblica amministrazione e dei servizi segreti e dell’intelligence.

Commissione soddisfatta

L’area dei Balcani occidentali è una delle principali priorità per la Commissione di Ursula von der Leyen, che non ha nascosto l’importanza di portare avanti i negoziati di adesione di Albania e Macedonia del Nord (già iniziati con l’ex Alto rappresentante Federica Mogherini).

Durante il vertice Ue-Balcani, che si terrà a Zagabria in Croazia i prossimi 5, 6 e 7 maggio, l’Esecutivo europeo porterà sul tavolo delle discussioni una serie di piani per gli investimenti regionali e per lo sviluppo.

Entrambi i Paesi hanno intensificato il loro lavoro e fornito ulteriori risultati tangibili e sostenibili nei settori chiave identificati nelle conclusioni del Consiglio di giugno 2018. La Commissione sostiene l’apertura dei negoziati di adesione con l’Albania e con la Macedonia del Nord e spero anche che gli Stati membri prenderanno una decisione positiva nelle prossime settimane.

Questa la posizione ufficiale del Berlaymont per voce del commissario europeo per le Politiche di vicinato e l’allargamento Olivér Várhelyi.

Fiducioso anche il Parlamento europeo

Nelle scorse settimane il presidente del Parlamento europeo, l’italiano David Sassoli, è stato in visita istituzionale a Tirana e ha tracciato quelle che sono le principali aspettative verso il processo di adesione dell’Albania.

L’Albania può essere un esempio in questa regione. Abbiamo visto come è cresciuto questo Paese, che sta lottando per il dialogo e che ha fatto importanti progressi, ad esempio verso la futura riforma elettorale e nella lotta contro la criminalità e la corruzione. Spero quindi che potremo aprire i negoziati a marzo o al massimo a giugno di quest’anno.

Insomma, anche se non mancano le frizioni tra gli Stati membri (come le frenate di Paesi Bassi, Danimarca e Francia), pare proprio che il processo di avvio dei negoziati sia ai nastri di partenza.

Ma al centro del dibattito politico ci sono anche i processi di adesione di Montenegro, Serbia e Bosnia-Erzegovina.

Ma l’attenzione che Bruxelles ha sul versante balcanico vuole anche essere da monito per quegli Stati, tipo la Turchia, che ancora oggi tentano di “minacciare” il vecchio continente facendo leva sul fenomeno migratorio che la stessa Europa (complici le mancate riforme del Trattato di Dublino) fatica a gestire.

di Omar Porro

(foto di copertina: © European Union 2020 – Source: EC – Audiovisual Service/Gent Shkullaku)

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